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La programmazione RAI sui temi dell’immigrazione, dell'integrazione sociale e del multiculturalismo

Dipartimento dell'immigrazione

Dall’analisi dei contenuti trasmessi dalla RAI nel 2009 si evince, in prima approssimazione, che tra i programmi che hanno approfondito i temi dell'integrazione sociale e del multiculturalismo, figurano, tra l’altro, programmi assai diversi tra loro: il programma “Un Mondo a colori” (in onda su RAI Uno, RAI Due, RAI Tre), che ha poi cambiato nome in “Crash. Contatto, impatto, convivenza” (su RAI Due, RAI Tre); il ciclo di interviste “La luce oltre la siepe “ (RAI Due), la rubrica settimanale sull’emigrazione “Shukran” (RAI Tre), la serie di rubriche della TGR (RAI Tre) – “Mediterraneo” (coproduzione italo-franco-spagnola, in collaborazione con la TV algerina), “Est-Ovest” sull’Europa dall’Adriatico al Baltico, “Levante” sull’Adriatico, i Balcani e il Mediterraneo orientale fino al Mar Nero – e il magazine sui temi mediterranei “Scirocco” (Rai News 24); ma anche la sitcom per bambini “Il Chiosco/Melevisione” (RAI Tre).

Sebbene parziale, questo dato è particolarmente significativo perché indica che l’immigrazione e la società multietnica sono temi, in senso lato, che troviamo distribuiti “a pioggia” in tutto il palinsesto delle Reti RAI in tutte le fasce orarie.

A titolo di esempio, si può prendere in esame la fascia della mattina, nell’arco degli ultimi 12 mesi. Incrociando una serie di rilevazioni aziendali, il tema dell’immigrazione risulta presente in una moltitudine di programmi e di servizi giornalistici legati ai telegiornali RAI (TG1, TG2, TG3, TGR). Per quanto concerne in particolare i programmi (tutti i generi inclusi e compresi gli “speciali”) possiamo dire che la tematica in esame è comparso in varia misura ne:
- Su RAI Uno: il settimanale di approfondimento culturale e religioso “A Sua Immagine”; il programma di intrattenimento e musica “Sabato, Domenica & la TV che fa”; la rubrica “Sette giorni al Parlamento” dedicata ai lavori di Camera e Senato; il programma quotidiano di informazione, cronaca e intrattenimento “Uno Mattina” e “Uno Mattina Estate”; la rubrica “Le Idee” del TG1; il “TG1 Parlamento Mattina” sui principali temi dell'agenda politica;
- Su RAI Due: il magazine “Quasi le Sette”; il programma quotidiano di attualità e varia umanità “I Fatti Vostri”; la rubrica religiosa “Protestantesimo”; il programma religioso “Sulla via di Damasco”; il settimanale di RAI Parlamento “Quello che..” con inchieste, storie e testimonianze; il contenitore di attualità e informazione “Insieme sul Due”; la rubrica di vita e di cultura ebraica “Sorgente di Vita”; il programma quotidiano di attualità e varia umanità “I Fatti Vostri”;
- Su RAI Tre: il programma di attualità e spettacolo “Cominciamo Bene”; il programma di politica, cultura, attualità “Storie, Diario Italiano”; la rubrica della TGR “Levante”; il programma che dà voce al mondo della solidarietà sociale “Racconti di Vita”;
Allo stesso modo, sempre per quanto concerne l’anno 2009, i temi dell’immigrazione risultano presenti nei seguenti programmidella fascia del pomeriggio:

– Su RAI Uno: il settimanale di approfondimento culturale e religioso “A Sua Immagine”; il talk show di intrattenimento, cultura, spettacolo e analisi dei temi caldi dell’attualità “Domenica In”; il programma di attualità, dibattiti ed interviste “La Vita in Diretta”; la trasmissione politica “TG Parlamento”;
– Su RAI Due: il programma quotidiano di attualità e varia umanità “I Fatti Vostri”; il quotidiano di approfondimento giornalistico “Il Fatto del Giorno”; le rubriche politiche e istituzionali “TG Parlamento” e “Tribuna Politica”; il talk show “L’Italia sul Due”;
– Su RAI Tre: il programma di natura e scienza “Geo&Geo”; “In mezz’ora”, editoriale della domenica sotto forma di interviste ai protagonisti dell’attualità;
Per quanto concerne i programmi RAI della fascia dalle 20:30 fino al termine della prima serata, nell’arco degli ultimi 12 mesi, il tema dell’immigrazione compare in varia misura:

- su RAI Uno: il talk show di approfondimento delle tematiche politiche e di attualità “Porta a Porta”; il magazine di scienza, natura e tecnologia “Superquark”; la commedia “Butta la luna 2”; il concorso internazionale “Miss Italia nel mondo”; il concerto “Una notte per Caruso. Premio Caruso 2009”; le fiction “Il Commissario Montalbano. Gli arancini di Montalbano” e “Don Matteo 6. Francesca e il lupo”; il game show “Affari tuoi. La lotteria”; infine, il discorso di fine anno “Messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano” e lo show di Capodanno “L’anno che verrà. - 2° parte”; il rotocalco del TG1 “Tv7”; il documentario sui flussi migratori nel mondo “La Valiga con lo Spago”;
- su RAI Due: il programma settimanale di informazione e di approfondimento “Anno Zero”; la serie “Terapia d’urgenza”; il settimanale di reportage e inchieste “TG2 Dossier”; la rubrica informativa “TG2 Punto di Vista”; il programma di attualità “Malpensa Italia”;
- su RAI Tre: il settimanale di confronto sull’attualità politica e socio-economica “Ballarò”; le inchieste giornalistiche di “Report”; il programma di reportage “Presa diretta”; il programma d’indagine “Chi l’ha visto?”; il talk show “Che tempo che fa”; il programma dedicato alla scienza, all’arte e al racconto delle antiche civiltà “Ulisse. Il piacere della scoperta”; il programma di storie sportive “Sfide”; il satirico “Blob”; la serie “Medicina generale 2. L’apparenza inganna”; programma di inchieste e reportage “Presa Diretta”; il talk show “Parla con me”.
Nei diversi elenchi varia naturalmente l’approccio con cui i singoli programmi trattano i temi dell’immigrazione.

Passando dai titoli – che in questo caso hanno valore di indicatori – a considerare l’offerta complessiva delle Reti RAI è possibile disegnare, sempre per approssimazione, una interessante tipologia degli argomenti trattati, che possiamo suddividere in almeno quattro ambiti tematici:

1. gli spostamenti migratori degli europei nell’ambito del continente e la loro emigrazione in altri continenti;
2. esempi e casi di come altri paesi europei/occidentali affrontano la questione dell’immigrazione;
3. l’emigrazione italiana all’estero, in Europa e nel resto del mondo; le discriminazioni subite dagli emigrati italiani;
4. l’immigrazione in Italia.

Per quanto riguarda in particolare quest’ultimo aspetto, si riscontra un ricco ventaglio di temi e sottotemi, che si possono così riassumere:

– il fenomeno dell’immigrazione in Italia: dati, numeri, distribuzione geografica, appartenenze religiose; rapporti, studi, ricerche sull’argomento;
– la parte delle Istituzioni: le misure del governo, degli enti locali e delle amministrazioni; le leggi, le regole, i provvedimenti; le dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali e della politica; il dibattito sulle politiche (nazionali ed europee). Gli argomenti più trattati hanno riguardato nel 2009 l’immigrazione clandestina, il lavoro in nero, lo sfruttamento criminale degli immigrati e delle immigrate, le situazioni irregolari, i controlli di documenti e i nuovi controlli telematici, i permessi di soggiorno, le regolarizzazioni di colf e badanti, eccetera;
– la parte della Chiesa cattolica: le dichiarazioni del papa Benedetto XVI sull’immigrazione, della CEI, di singoli vescovi ed ecclesiastici;
– le tragedie e le emergenze “esterne”: navi e barconi, sbarchi, salvataggi e soccorsi, i morti e i dispersi; la paura dell’ “invasione” degli immigrati clandestini; i centri di identificazione e di accoglienza; i respingimenti; i conflitti di competenza territoriale tra Stati e gli accordi internazionali;
– i temi della sicurezza, dell’ordine pubblico e delle emergenze “interne”: l’obbligo di denuncia dei clandestini; gli sgomberi di immigrati; la tematica dei rom e dei campi nomadi; il rapporto tra immigrazione e delinquenza, i reati, la detenzione preventiva, gli stupri e le violenze sessuali, le figlie di immigrati assassinate perché troppo “occidentalizzate”, le misure punitive (carcere, rimpatrio); le “guerriglie” tra immigrati e cittadini, le ronde anti-immigrati in alcuni comuni italiani, le manifestazione contro gli immigrati; le risse tra immigrati; ma anche le prevaricazioni, le violenze, le aggressioni subite dagli immigrati, gli episodi di “caccia agli immigrati”; le proteste e le rivolte degli immigrati; la protezione degli immigrati; gli atti di vandalismo e di violenza;
– gli aspetti economici del fenomeno: il rapporto fra esigenze del mercato del lavoro e flussi migratori, il bisogno italiano di manodopera straniera, il rapporto tra lavoro degli immigrati e lavoro degli italiani, i mestieri utili (colf, badanti), il valore e la qualità del lavoro degli immigrati, la loro importanza produttiva; la crisi economica e gli immigrati; le spese sanitarie;
– gli aspetti sociali e quotidiani del fenomeno: i temi della cittadinanza, dei diritti e del ruolo civile degli immigrati; la cassa integrazione per gli immigrati in regola; il rispetto degli italiani e del territorio; le pari opportunità tra immigrati e italiani; i temi dell’integrazione/esclusione, dell’educazione/formazione degli immigrati; i bambini immigrati in ambito scolastico; il tema della moralità e della persona umana; le condizioni di vita degli immigrati; i quartieri di immigrati; i segnali positivi e negativi; le forme di aiuto, di solidarietà e di gratitudine verso gli immigrati; le relazioni tra assistenza e accoglienza del “sistema del volontariato”; i discorsi antirazzisti; i pregiudizi razziali; le forme di discriminazione degli immigrati; gli autobus per soli immigrati, le morti sul lavoro degli immigrati; gli episodi di razzismo; le malattie tipiche degli immigrati e i timori correlati; le adozioni di bambini stranieri (legali e illegali);
– usi, costumi, tradizioni: la cucina tipica degli immigrati, la conoscenza dei paesi dai quali partono migranti e clandestini, le tradizioni radicate e millenarie, gli stili di vita e comportamentali (V. burqa, chador, abaya), i luoghi di culto.

Elementi su comunicazione televisiva, scelte contenutistiche, soluzioni narrative

Un’analisi più ravvicinata di alcuni programmi RAI consente qualche ulteriore riflessione sul versante della comunicazione televisiva, delle scelte contenutistiche e delle soluzioni narrative.

"Mediterraneo", per esempio, che la TGR produce dal 1993 e che è giunto quest'anno al 18° ciclo, con circa 600 puntate al suo attivo, negli ultimi anni ha trattato l’argomento “migrazioni” e “società multietnica” essenzialmente in due modi: con reportage riguardanti la presenza di popoli diversi all'interno delle comunità urbane; quindi ponendo l'accento sulla difficoltà di integrazione, anche in paesi di antica tradizione migratoria. Il taglio prescelto: si partiva dalla piccola storia per affrontare il problema più grande ovvero alcune delle questioni “scottanti” che fanno da contesto ai fatti di cronaca. Dai servizi sui popoli divisi (curdi, armeni, rom, ecc.) ai problemi che si incontrano nei paesi che poi danno luogo ai flussi migratori (ad esempio Somalia e Sudan con il Darfur); dall’integrazione “difficile” in paesi come la Spagna e la Francia alle tombe di immigrati senza nome nei cimiteri di Lampedusa e di Algeciras, dal filo spinato fra Ceuta e Melilla alla buffer zone di Cipro, dalla “linea verde” in Grecia al muro ora cancellato di Gorizia e a quelli che stanno crescendo attorno alle colonie israeliane, dalla nostalgia che si vive in un centro telefonico per immigrati allo sfruttamento dei stagionali nelle campagne turche, spagnole o italiane, dai tunnel fra Gaza e l'Egitto agli immigrati in attesa nei boschi per mesi – gli autori di “Mediterraneo” hanno scelto di seguire le persone, piuttosto che i fenomeni. Ogni volta con l’intento di raccontare ciò che avviene andando alla “radice del male”, spiegandolo se possibile con semplicità per farlo capire a tutti i potenziali pubblici. Al contempo, proprio partendo dalle persone, “Mediterraneo” mostra come siano in corso positivi cambiamenti epocali nel mondo arabo (coscienza collettiva nel variegato mondo dei diritti civili, riforme del diritto di famiglia, sviluppo dell'impresa privata in concorrenza con quella occidentale, ruolo e presenza delle donne e dei giovani). Tale rivoluzione culturale è anche provocata dalle nuove televisioni pan-arabe (Al Jazeera e altre) e dai nuovi canali occidentali in arabo.
Nel raccontare un mondo che sta bruciando le tappe e modernizzandosi in fretta, molto più velocemente di quanto sia avvenuto in Italia nel dopoguerra, "Mediterraneo" dà attenzione anche a un altro aspetto, meno noto, sebbene esso abbia dimensioni particolarmente ampie: quello delle migrazioni cosiddette “sud-sud” ovvero all'interno del mondo arabo, specie a causa di guerre. Uno dei casi più eclatanti è stato l'arrivo di un milione e mezzo di profughi da Baghdad in Iraq alla Siria, esodo che ha sbilanciato il mercato del lavoro siriano, in un Paese che conta solo diciotto milioni di abitanti, producendo una preoccupante disoccupazione che ha accentuato la crisi economica locale. Chiaramente, vista la crisi molti immigrati irakeni hanno fatto marcia indietro.

“Shukran” va in onda da un decennio. Affronta le tematiche legate all'immigrazione, con particolare attenzione ai meccanismi di integrazione, seguendo i mutamenti, la crescita e l'inserimento nella società italiana delle comunità che hanno "scelto" il nostro Paese. Il settimanale del TG3 segue gli elementi di cronaca, positivi e negativi, che caratterizzano questo non facile processo, e non tralascia le emergenze (da Lampedusa a Rosarno passando dagli episodi di intolleranza e alle denunce di lavoro nero), raccontando storie personali e di gruppo, e situazioni. La scelta è quella di leggere gli accadimenti con gli occhi degli uni e degli altri, intendendo “gli uni” i nuovi italiani, “gli altri” quanti guardano, a volte con diffidenza, altre volte con simpatia a questo processo. L'obiettivo che il programma si pone è “capire e far capire. Far capire che questo processo non è solo italiano, che è ineludibile e che invece deve essere inteso come elemento di crescita, come l’esperienza di altri paesi insegna”. In questa prospettiva il settimanale cerca e sottolinea soprattutto tutte quelle situazioni in positivo che possono essere d'esempio: importanti esperienze didattiche, il lavoro dell'associazionismo e del volontariato, le “migliori pratiche” nel mondo del lavoro e dell'impresa, ma pure nel mondo della cultura. Particolare attenzione è dedicata, infatti, agli eventi culturali che offrono esempi di mélange di culture diverse: teatrali, musicali, televisive, cinematografiche, inclusa la stessa arte del cucinare.
Nella stagione 2009-2010 “Shukran” ha scelto di "immergere" il settimanale nella vita quotidiana, abbandonando lo studio e portandolo, ospiti compresi, in strada: a Milano, da via Padova; a Palermo, da un mercato multietnico; a Ferrara, dopo la morte di un giovane marocchino nell'indifferenza dei più; nell'ormai simbolica piazza Vittorio di Roma; e poi ancora a Bari, su quel molo del porto che visse lo storico attracco della nave stracolma di albanesi. Per ricordarli e per capire la strada fatta, in questi anni, da quella comunità. Elemento originale, il settimanale ha un numero verde al quale si rivolgono molti immigrati offrendo spunti ed argomenti che “Shukran” poi eventualmente affronta, coinvolgendoli.

Nel 2009, dopo una decennale esperienza,“Un mondo a colori” si è trasformato in “Crash – Contatto, Impatto, Convivenza”, sempre su Rai Educational. “Crash” intende mettere in rilievo il forte impatto che l’immigrazione sta avendo sulla società italiana raccontandone gli aspetti conflittuali e i nodi problematici. Con la netta convinzione, in ogni caso, che “da uno scontro può nascere anche un’occasione di conoscenza reciproca e dialogo”.
Dal 2003 ad oggi, “Un mondo a colori – Crash” ha prodotto e messo in onda più di 100 puntate a stagione per un totale di più di 700 fra reportage, servizi e inchieste. Il sito web della trasmissione è arrivato 300.000 pagine viste a stagione, i commenti alle puntate inviati dai telespettatori superano il migliaio. Il 30% dei commenti è sulla necessità che si sviluppi in Italia un processo di integrazione nel rispetto della legalità e dei diritti umani. Tra coloro che inviano le loro storie, il 60% sono stranieri residenti in Italia.
Da sette anni la trasmissione gira attorno a determinati temi-cardine: i diritti, sia degli italiani sia degli stranieri; quindi la casa, il lavoro, la scuola, la sanità, il diritto d’asilo, le donne, i minori, le discriminazioni. La vocazione di servizio pubblico del programma si attua nel lavoro di informazione di italiani e stranieri sulle normative vigenti (specie quelle che regolano i flussi e i rinnovi del permesso di soggiorno) e pure nella segnalazione di possibili truffe ai danni dei lavoratori stranieri. Ogni anno l’attualità e la cronaca impongono nuovi temi-variabili: dall’omicidio Reggiani ai temi della sicurezza e dell’intolleranza, dall’analisi di questa o quella comunità di stranieri ai reportage sui paesi (per esempio Ucraina e Moldova) da dove proviene il maggior numero di migranti che arrivano in Italia. Un altro tema-variabile è quello dello scontro/dialogo interreligioso.
Nel trattare questi argomenti “Crash” non dimentica mai la loro estrema delicatezza e importanza. Il linguaggio adoperato è spoglio, privo di retorica. I testi si attengono ai dati, si cerca di far parlare servizi e immagini – immagini raccolte su tutto il territorio nazionale nell’arco di tutto l’anno. Anche i filmati si avvalgono di un linguaggio asciutto con un montaggio il più possibile incalzante. Si cerca sempre di ascoltare tutte le voci, di valutare i pro e i contro, di dar spazio alle testimonianze e alle storie raccolte là dove accadono.

L’antropologo francese Claude Lévi-Strauss avverte: «nessun criterio permette di decretare in assoluto che una cultura sia superiore a un’altra». In questa direzione la RAI si sforza di svolgere la propria funzione divulgativa e formativa in ottemperanza dei principi ispiratori della legislazione vigente.

Fecha: 07/06/2010
Fuente: Ministero del Interno
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