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Multiculturalismo

Le sei tribù del multiculturalismo

Enrico Franceschini

David Miliband, ex-ministro degli Esteri britannico, leader mancato del partito laburista (perchè sconfitto nelle primarie, per una manciata di voti, dal fratello minore Ed), torna a parlare di politica con un articolo sul multiculturalismo pubblicato dal Guardian.

Scrive cose che riguardano il Regno Unito, ma possono valere anche per noi. Miliband cita un rapporto di un istituto di rilevamenti statistici (Populus) secondo il quale la società britannica è oggi divisa in sei “tribù sociali”: i multiculturalisti fiduciosi, l’8% della popolazione, laureati, intellettuali, benestanti e pienamente a loro agio con l’idea di appartenere a una società multiculturale; i liberali classici, 16% della popolazione, che vedono l’immigrazione come un beneficio ma sono leggermente meno entusiasti dei multiculturalisti fiduciosi; gli ambivalenti, il 28% della popolazione, che appartengono a classi meno benestanti, ovvero per lo più alla classe operaia e alla piccola borghesia, e vedono l’immigrazione in modo contraddittorio, come una possibile minaccia alle proprie opportunità economiche, pur identificandosi politicamente con gli ideali progressisti del Labour; gli integrazionisti culturali, il 24% della popolazione, che tendono a essere più anziani, più ricchi e più conservatori, con preoccupazioni sull’impatto dell’immigrazione sui valori e sull’identità nazionale britannica, un gruppo che vota in maggioranza per i Tories; gli ostili latenti, il 10% della popolazione, che non hanno istruzione universitaria e sono convinti che l’immigrazione abbia minato la cultura britannica, i servizi pubblici e le loro prospettive economiche; e i nemici attivi, 13% della popolazione, che tendono a essere disoccupati e privi di specializzazioni lavorative, che si oppongono a ogni gruppo etnico o religioso diverso dal proprio.

Sarebbe interessante un sondaggio in Italia per vedere come si dividono le nostre tribù sociali, con quali motivazioni e con che percentuali. Miliband, a proposito della Gran Bretagna, usa il suddetto studio per criticare il primo ministro conservatore David Cameron, il quale ha recentemente dichiarato in un discorso che il multiculturalismo – fiore all’occhiello del blairismo – è fallito, ha creato una società divisa in etnie separate, senza capacità di amalgama e priva di valori condivisi. L’ex-ministro degli Esteri laburista replica che, sia pure con eccezioni e parziali errori, il multiculturalismo rappresenta uno dei più grandi successi dell’era Blair, avendo fatto superare al Paese il razzismo e le tensioni etniche del passato. Le parole di Cameron su razza e immigrazione, afferma Miliband, possono avere l’effetto di alimentare ostilità, rancore e violenza, strumentalizzando i giusti timori della gente per il lavoro, l’economia e la propria sicurezza. Vale per la Gran Bretagna d’oggi, può valere anche per l’Italia. In ogni caso le sei tribù vanno analizzate, conosciute e conquistate da chi vuole vincere le elezioni e governare il futuro.
Fecha: 28/02/2011
Fuente: http://franceschini.blogautore.repubblica.it
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